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Più donne in politica: dobbiamo lavorare insieme

Più donne in politica: dobbiamo lavorare insieme

Ho scritto ieri che avrei parlato di presenza femminile in politica, inizio subito.

Liberi e Uguali ha presentato in una conferenza stampa a Roma la sua politica internazionale e le sue liste nelle circoscrizioni estere. Presenti: Massimo D’Alema, Erasmo Palazzotto, Claudio Bernabucci. Nessuna donna, come è stato fatto notare dalla giornalista canadese Megan Williams.

Una scelta difficilmente comprensibile, e che non riflette la composizione delle liste per la circoscrizione estero, dove le donne sono più del 40% e non mancano di competenza su temi internazionali. La nostra capolista nella ripartizione Europa, Sara Prestianni è esperta di migrazioni internazionali. Io ho un’esperienza più che decennale nel settore dello sviluppo internazionale e tutte le altre candidate avrebbero senza dubbio potuto arricchire la discussione.

Liberi E Uguali è molto più di una conferenza stampa, e l’uguaglianza di genere deve essere, ogni giorno, un punto forte del programma e delle nostre pratiche. Per questo il Manifesto di Londra ha insistito perché le liste di LeU in Europa avessero l’alternanza di genere e un equilibrio tra donne e uomini che molte altre liste all’estero non possono vantare.

La nomina di Rossella Muroni a coordinatrice della campagna elettorale per affiancare Pietro Grasso alla guida di Liberi e Uguali è stato un altro passo importante in questo senso. Ma c’è ancora molto da fare, e va fatto subito.

Tutti insieme.

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Inizia la campagna

Oggi è il primo giorno della campagna elettorale.

Cosa vuol dire essere di sinistra?

Cosa vuol dire avere a cuore la politica e credere che una società più giusta sia possibile?

Cosa vuol dire essere femminista?

Me lo chiedo da anni, da sempre. Da oggi, provo a dare una risposta: sono candidata alla Camera per la circoscrizione estero/Europa con Liberi e Uguali.

Questa risposta nasce da un’esigenza pressante di assumermi delle responsabilità nel momento in cui il mio Paese affronta una crisi profonda, in cui far politica è diventata una cosa ‘sporca’, e la sinistra si è persa e fa fatica a ritrovare la strada di casa. Esattamente nel momento in cui c’è più bisogno che tutti i cittadini e le cittadine che desiderano un Paese progressista e solidale si impegnino in prima persona per renderlo possibile. In questo senso, la mia risposta riguarda anche voi che leggete.

Questa risposta nasce anche dalla richiesta e dall’incoraggiamento di molti concittadini residenti nel Regno Unito e in Irlanda a candidarmi. Insieme,negli ultimi sei mesi, abbiamo dato vita al Manifesto di Londra – Sinistra Possibile UK&Ireland: un progetto che tenta dal basso, e dal Regno Unito, di ritrovare i principi su cui ricostruire oggi una società progressista, solidale e egualitaria, certi che sia ‘molto più quello che ci unisce che ciò che ci divide’.

Per questo, col Manifesto di Londra abbiamo deciso di contribuire alla costruzione di Liberi E Uguali, e di mettercela tutta per farne un traghetto che, in un mare in tempesta, ci possa trasportare verso un approdo dove finalmente ricostruire la sinistra italiana. LEU è un progetto ancora da plasmare, ‘caught between the history from which we emerge and the history to which we aspire’. Stretto tra un passato che sarebbe arrogante cancellare, e la necessità’ di rinnovare.

E’ possibile trovare una sintesi tra passato e futuro. LEU può farlo mettendo al centro del dibattito politico la lotta alle disuguaglianze, la giustizia fiscale, la tutela dell’ambiente e l’istruzione gratuita e di qualità per tutti. LEU deve farlo per salvare una campagna elettorale il cui linguaggio altrimenti colmo di nazionalismo e xenofobia fa temere la circolarità della storia.

Parlerò di questi temi in questo mese, e di come coinvolgere più donne in politica; darò anche voce alla vera emergenza immigrazione, quella delle migliaia di italiani che ogni mese approdano nelle capitali europee, e che resistono alla precarietà e immaginano un’Europa solidale e democratica.

Vi invito a seguirmi in queste settimane, sperando di scoprire insieme che la politica può ancora essere genuina e appassionante, e che la mia riposta è in fondo anche la vostra.